Lhasa, la sacra città del buddhismo tibetano, si trova nel cuore dell’altopiano Qinghai-Tibet, a un’altitudine di circa 3663,5 metri.
In tibetano è chiamata “ལྷ་ས་” (Lhasa), che significa “luogo sacro”, ed è conosciuta anche come “Luoxie” o “la Città del Sole”.La città è circondata da montagne su tre lati, abbracciata dalla catena himalayana; il fiume Lhasa la attraversa silenziosamente per poi confluire nello Yarlung Zangbo.
Da quando il 33º re del regno tibetano, Songtsen Gampo, trasferì qui la capitale, la storia di Lhasa è entrata nel tessuto stesso della civiltà dell’altopiano, dove fede e vita quotidiana si intrecciano dando forma a una cultura unica.
Vediamo ora i sei luoghi più imperdibili di Lhasa!
1. Palazzo del Potala
Il simbolo di Lhasa e il complesso architettonico più rappresentativo del buddhismo tibetano
Il Palazzo del Potala sorge sul monte Marpori (la “Collina Rossa”), a nord-ovest del centro di Lhasa, come se emergesse direttamente dalla montagna: le sue pareti bianche e le sale rosse brillano alla luce del sole.
Il palazzo fu costruito per la prima volta nel VII secolo da Songtsen Gampo, ma l’aspetto attuale risale al XVII secolo, quando il 5º Dalai Lama riportò il centro politico a Lhasa, trasformando il Potala in un luogo sacro che unisce funzioni religiose e amministrative.
L’esterno del Potala è caratterizzato dai tre colori simbolici: bianco, rosso e giallo.
-Il Palazzo Bianco: residenza del Dalai Lama, dove viveva e svolgeva le attività quotidiane e amministrative.
-Il Palazzo Rosso: il cuore religioso del complesso, dove sono custoditi gli stupa funerari dei Dalai Lama delle generazioni passate.
-Le decorazioni gialle: simboli dell’elevato rango religioso.
All’interno sono conservati numerosi thangka, statue buddhiste, antichi testi e affreschi: un patrimonio indispensabile per comprendere la storia e la cultura del Tibet.
Il nono mese del calendario tibetano — la stagione della “imbiancatura”
Nel nono mese del calendario tibetano, Lhasa dà inizio alla tradizionale imbiancatura annuale.
Il Potala e molti altri monasteri vengono ritinteggiati in questo periodo: la stagione delle piogge è appena terminata, le pareti sono asciutte e la vernice aderisce meglio, fornendo una protezione aggiuntiva prima dell’arrivo dell’inverno.
Curiosamente, le pitture utilizzate sono davvero particolari.
La vernice bianca è composta da calce mescolata con piccole quantità di latte, zucchero bianco e miele; quella rossa contiene anche zucchero di canna. Questi ingredienti alimentari sono presenti in quantità minime, ma aumentano la capacità adesiva della miscela.
Visitando Lhasa in questo periodo, si possono vedere molti tibetani che trasportano materiali e imbiancano le pareti volontariamente, senza alcuna retribuzione: considerano il lavoro una forma di pratica spirituale. Alcuni donano persino il latte utilizzato nella miscela.
L’intero lavoro deve essere completato entro il ventiduesimo giorno del nono mese, il “Giorno della Discesa degli Dei”, che secondo la tradizione segna il ritorno del Buddha Shakyamuni nel mondo umano. Per questo, gli edifici vengono rinnovati per accoglierlo nel modo più puro e splendente.
L’intero lavoro deve essere completato entro il ventiduesimo giorno del nono mese, il “Giorno della Discesa degli Dei”, che secondo la tradizione segna il ritorno del Buddha Shakyamuni nel mondo umano. Per questo, gli edifici vengono rinnovati per accoglierlo nel modo più puro e splendente.
Consigli fotografici
Dal punto panoramico della Collina di Yaowang è possibile scattare la foto frontale più iconica del Potala, soprattutto all’alba o al tramonto, quando la luce è più suggestiva.
2. Tempio del Jokhang
La vera meta del pellegrinaggio, il cuore di Lhasa
Il Tempio del Jokhang è il santuario più importante del buddhismo tibetano ed è considerato il “cuore spirituale del Tibet”.
Fu costruito nel VII secolo, durante l’epoca d’oro del regno tibetano, con lo scopo — si dice — di ospitare una statua del Buddha Shakyamuni all’età di otto anni, portata in Tibet dalla principessa nepalese Bhrikuti, moglie del re Songtsen Gampo.È interessante notare che oggi nel Jokhang è custodita invece la statua del Buddha Shakyamuni dodicenne, portata in Tibet dalla principessa cinese Wencheng della dinastia Tang; la statua dell’ottoenne fu trasferita nell’VIII secolo al Tempio del Ramoche.
In realtà, quando i pellegrini tibetani giungono a Lhasa dopo lunghi viaggi, la loro vera meta non è il Potala, bensì il Jokhang: la statua del Buddha dodicenne portata da Wencheng possiede un significato supremo per la devozione tibetana.
Si dice: “Prima venne il Jokhang, poi la città di Lhasa”. Questo dimostra che il tempio occupa un ruolo centrale non solo nella geografia della città, ma anche nella vita sociale e spirituale del Tibet.
3. Barkhor Street
Il luogo più vivace di Lhasa e la via di pellegrinaggio imprescindibile
Barkhor Street è il quartiere più antico di Lhasa e costituisce il percorso di pellegrinaggio principale che circonda il Tempio del Jokhang.
A Lhasa esistono quattro circuiti di pellegrinaggio, chiamati “kora”, e Barkhor è il più importante tra essi.
– Il circuito più interno attorno al santuario centrale del Buddha nel Jokhang si chiama Nangkhor.
– Il percorso che gira intorno alle mura esterne del Jokhang è il Barkhor.
– Un circuito più ampio che include, oltre al Jokhang, il Potala, il monumento a Kangxi e Qianlong, tre chorten bianchi e il tempio del Re Drago è chiamato Zhongkhor.
– Il circuito più vasto, che comprende anche il Potala, la Collina di Yaowang e il Tempio del Ramoche, è conosciuto come Lingkhor.
Nangkhor, Barkhor, Zhongkhor e Lingkhor costituiscono i percorsi attraverso cui i tibetani compiono i loro rituali di circumambulazione.
All’alba, persone provenienti da ogni angolo del Tibet percorrono questi sentieri in senso orario, recitando il mantra “Om Mani Padme Hum”. I loro passi sulle pietre levigate da milioni di pellegrini e il suono delle ruote di preghiera creano il ritmo più caratteristico di Lhasa.
Se vuoi cogliere l’anima autentica di Lhasa, entra a Barkhor Street alle sette del mattino.
4. Monastero Sera
Il tempio degli studiosi famoso per i dibattiti
Il Monastero Sera è uno dei tre principali monasteri della scuola Gelug del buddhismo tibetano. È famoso per la formazione di grandi lama e per i dibattiti filosofici quotidiani dei monaci.
Ogni pomeriggio, i monaci si cimentano in dibattiti filosofici utilizzando battiti di mani, colpi di piede e domande serrate per stimolare la discussione.I dibattiti sono aperti al pubblico e si svolgono di solito nel pomeriggio, tempo permettendo: un’esperienza culturale imperdibile per i visitatori.
5. Monastero Drepung
Un tempo il più grande monastero del Tibet
Il Monastero Drepung è costruito a ridosso della montagna, con pareti bianche che si sovrappongono a strati, dando l’impressione di un enorme “castello bianco”.In passato, ospitava oltre diecimila monaci ed era il più grande monastero della scuola Gelug nella storia del buddhismo tibetano.Il complesso, con i suoi cortili e edifici in stile tibetano, conserva numerose statue e oggetti rituali di grande valore storico.
Se desideri percepire la grandiosità e la solennità della cultura monastica tibetana, Drepung è una tappa imprescindibile.
6. Norbulingka
Il giardino reale per le vacanze estive
Norbulingka è la residenza estiva del Dalai Lama e rappresenta il giardino in stile tibetano meglio conservato del Tibet. Con i suoi alberi rigogliosi e i laghetti tranquilli, è il luogo più rilassante di Lhasa, ideale per passeggiare, e crea un contrasto affascinante con la solennità del Palazzo del Potala, la “residenza invernale”.
Periodo migliore per visitare
Alta stagione(luglio-agosto)
Il periodo più frequentato, con clima caldo e confortevole. Tuttavia, ci sono molti turisti cinesi, quindi si consiglia di prenotare voli e hotel con anticipo.
Bassa stagione(ottobre-marzo)
Clima limpido, temperature moderate, meno turisti e un’esperienza più autentica. In autunno e inverno molti tibetani, liberi dai lavori agricoli e pastorali, si recano in pellegrinaggio, creando un’atmosfera ancora più genuina.
Consigli per viaggiare a Lhasa
Permesso di ingresso in Tibet
- Gli stranieri devono ottenere un permesso ufficiale tramite un’agenzia di viaggi autorizzata.
- Si tratta di un permesso obbligatorio; non è possibile richiederlo personalmente, deve essere gestito da un’agenzia autorizzata.
- Per ottenerlo occorrono passaporto, visto cinese (non necessario per i paesi esenti), programma dettagliato del viaggio e, durante il soggiorno, è obbligatorio seguire l’itinerario organizzato dall’agenzia.
Mal di montagna
- Lhasa si trova a circa 3650 metri sul livello del mare. I visitatori appena arrivati dovrebbero limitare l’attività fisica, riposare a sufficienza, bere molta acqua ed evitare l’alcol.
- La prima notte evitare bagni caldi prolungati, potrebbero causare mal di testa.
Protezione solare e idratazione
L’ultravioletto in quota è molto intenso; portare crema solare SPF50+, occhiali da sole e prodotti idratanti.
Vuoi un viaggio su misura? Contattaci per ricevere una proposta personalizzata e partire alla scoperta della Cina in modo unico e autentico ! Per ulteriori informazioni o domande, non esitare a contattarci via email o WhatsApp.



