Situate nella provincia dello Shanxi, nella periferia occidentale della provincia di Datong, si trovano le Grotte di Yungang, un patrimonio culturale mondiale.
Questo sito UNESCO è composto da quarantacinque grotte principali e da più di 51.000 sculture in pietra. Tra queste, la più grande raggiunge i 17 metri d’altezza, mentre la più piccola soltanto pochi centimetri.
Questo importantissimo reperto storico, oltre ad essere un megnifico progetto artistico è anche una fondamentalmente reliquia risalente all’antica dinastia Wei Settentrionale.
Questo luogo ha oltre 1600 anni di storia ed è una delle più grandi grotte antiche presenti in tutta la Cina.
Nel dicembre 2001 è entrato ufficialmente a far parte nella “Lista dei Patrimoni Culturali Mondiali”; dell’UNESCO.
Le Grotte di Yungang, con le altrettante famose Grotte di Longmen, le Grotte di Maijishan e le Grotte di Mogao, costituiscono le quattro grotte buddiste principali presenti in Cina. Alcuni studiosi ritengono che con le Grotte di Yungang si sia raggiunto l’apice dell’arte buddista cinese.
Oltre al suo valore estetico e religioso, la storia della sua nascita è ricca anche di leggende.
Facciamo un passo indietro, e riportiamo l’orologio a 1.600 anni fa.
Nel 398 d.C. la Cina era afflitta da un’era di guerre e conflitti. E’ in questo contesto storico che il Buddismo venne introdotto in Cina attraverso la Via della Seta.
In quel periodo, una popolazione nomade che abitava le steppe a nord, gli Xianbei, emigrò verso sud, fino a decidere di stanziarsi a “Pingcheng” e stabilire lì sua capitale (l’odierna Datong). Fu così che nacque la dinastia Wei Settentrionale ed entrò a far parte della storia cinese.
Sebbene il buddismo fosse molto popolare all’epoca, tuttavia, Tuoba Tao, terzo imperatore della dinastia Wei Settentrionale, decise di contrastarlo dando così inizio al primo “sterminio del buddismo” su larga scala nella storia cinese. Ordinò l’uccisione di molti credenti buddisti e costrinse i monaci ad abbandonare la loro religione e tornare alla loro vita.
Dopo la sua morte, suo nipote Tuoba Jun prese il posto del nonno e salì al trono. A differenza di suo nonno, Tuoba Jun si rese conto che, il loro regno era minoritario rispetto agli altri imperi presenti in Cina a quell’epoca, sembrava quindi inevitabile che la dinastia Wei settentrionale avrebbe dovuto usare la fede della popolazione per così meglio governare il paese.
A quel tempo, Tan Yao, un monaco che indossava sempre abiti buddisti e aderiva alla sua fede (secondo alcuni studi, questa persona potrebbe provenire dall’odierno Pakistan) divenne molto famoso.
Tan Yao suggerì all’imperatore di usare il buddismo per governare meglio il paese; Gli suggerì di scolpire enormi statue del Budda sulla montagna che fossero a immagine e somiglianza dei primi cinque imperatori della dinastia Wei Settentrionale.
In questo modo, quando le persone rendevano omaggio alla statua del Budda, sarebbe stato come se stessero rendendo omaggio direttamente all’imperatore, permettendo così al buddismo e al potere imperiale di coesistere pacificamente.
L’imperatore rimase colpito da questa strategia fantasiosa e senza precedenti.
Fu così che nel 460 d.C. iniziarono i lavori e si iniziò ad udire il suono degli scavi delle Grotte di Yungang.
La posizione di questi cinque Budda giganti si trovano sul lato est dell’area ovest delle Grotte di Yungang. La montagna qui ha la forma di un’alta scogliera rendendola l’area più adatta per gli scavi.
Ancora oggi, visitando le Grotte di Yungang, non solo rimarrai colpito da bellezza delle cinque grandi statue del Budda, progettate direttamente da Tanyao, ma potrai anche ammirare e scoprire che queste statue sono state scavate utilizzando un mix di stili di intaglio risalenti dall’antica Grecia e dall’antica India.
Uno semplice esempio a riprova di questo, lo si trova nell’iconico “Buddha all’aperto” che ha un naso alto, occhi profondi, angoli della bocca rivolti verso l’alto e baffi. Ha le classiche caratteristiche estetiche delle razze occidentali e inoltre riflette le tracce delle incisioni greche conservate nell’arte buddista indiana.
Nelle Grotte di Yungang sono presenti anche molti strumenti musicali provenienti dall’Asia occidentale e dalla Persia, costumi provenienti dall’India e altri elementi decorativi provenienti da luoghi lontani. Sono queste, alcune delle tracce che la diffusione del buddismo indiano ha portato fino al lontano estremo Oriente.
Nel 494 d.C., l’allora imperatore decise di spostare la capitale della dinastia Wei Settentrionale da Datong a Luoyang. Questo momento segna la fine dei lavori alle Grotte di Yungang, un enorme progetto imperiale che è stato portato avanti per ben 34 anni.
Sebbene i lavori imperiali vennero terminati, tuttavia, furono portati avanti moltissimi altri scavi privati finanziati direttamente da commercianti e dalla popolazione del luogo.
Queste grotte, a differenza delle cinque costruite direttamente su ordine dell’Imperatore, apparvero più tardi e furono costruite di dimensioni molto più piccole. Oltre alle dimensioni, un altro aspetto che contraddistingue queste nuove statue del Budda, sono i lineamenti del Budda che assunse man mano dei lineamenti più cinesi “Han”, con il classico aspetto elegante e delicato caratteristico dell’estremo Oriente.
Con il declino della Dinastia Wei Settentrionale, le Grotte di Yungang subirono il declino e l’abbandono per i successivi mille anni…
Fu solo nel 1902, quando uno studioso giapponese di nome Ito Chuta arrivò qui inaspettatamente, e scoprì queste magnifiche grotte. Successivamente moltissimi studiosi provenienti dal Giappone, dalla Francia e dalla Svezia vennero uno dopo l’altro a Yunggang per studiarle lasciando così i dati dei lavori da loro portati avanti.
Da allora le Grotte di Yungang furono riportate alla luce diventando così un’importante attrazione turistica che attrae ogni anno milioni di viaggiatori appassionati di storia, architettura e arte.
Dopo più di 1.600 anni di vicissitudini, le statue del Budda continuano, con il loro immutabile sorriso a guardare al mondo.
Le Grotte di Yungang non solo hanno un valore artistico ed estetico estremamente elevato, ma sono anche un sito storico su larga scala. In questo luogo, ciò che ci viene mostrato è l’ascesa e la caduta di una grande dinastia; dell’impatto dell’influenza occidentale, portata tramite la Via Della Seta, abbia influenzato sia culturalmente, che politicamente anche questo luogo così lontano.



