Nel sud-ovest della Cina, nel punto in cui confluiscono i tre fiumi Minjiang, Qingyi e Dadu, si erge una statua gigante di Buddha, solenne e sacra: il famoso Grande Buddha di Leshan. Con i suoi 71 metri di altezza, è la più grande scultura in pietra scolpita in una scogliera (moya) esistente al mondo. Nel 1996, è stata ufficialmente inserita dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale.
Perché questa grande statua si trova qui? E chi è stato il suo costruttore?
La montagna è un Buddha, il Buddha è una montagna
Per comprendere il Grande Buddha di Leshan, occorre innanzitutto conoscere il Monte Lingyun. Situato alla confluenza dei tre fiumi, nell’antichità questo luogo era costantemente flagellato da violente inondazioni, con frequenti e tragici naufragi.
Un monaco errante di nome Haitong, profondamente preoccupato e mosso a compassione, decise di scavare una statua del Buddha Maitreya sulla parete rocciosa affacciata sul fiume, invocando la protezione divina per placare i disastri idrici.
Sotto la direzione del maestro Haitong, questa colossale opera richiese circa 90 anni per essere completata (dal 713 al 803 d.C.), attraversando i regni di quattro imperatori della dinastia Tang.
Questa storia fu scritta da Wei Gao nella “Memoria della Grande Statua di Pietra di Maitreya del Tempio Lingyun a Jiazhou”, incisa sulla scogliera a destra del Grande Buddha. Quest’unica testimonianza scritta sulla storia del Buddha di Leshan rimase poi celata per millenni, fino alla sua scoperta accidentale nel 1984.
Il Grande Buddha Maitreya
Il Grande Buddha di Leshan raffigura Maitreya, che nel buddismo è il Buddha del futuro, simbolo di luce e felicità. In Cina è difficile trovare un’altra rappresentazione di Maitreya con questa forma: la postura seduta, stabile ed eretta, mira a dominare le acque del fiume. Questo design è stato concepito proprio per incarnare il potere di “calmare le acque”. La scelta degli antichi era intrisa di simbolismo:si sperava che, attraverso l’infinito potere del Buddha gigante, si potessero placare le onde tempestose del fiume.
Il Grande Buddha di Leshan ha un’altezza totale di 71 metri e presenta 1.051 riccioli (spirali di capelli) sulla testa; è la statua di Buddha scolpita nella roccia più alta esistente al mondo.
Le proporzioni delle varie parti del corpo sono armoniose e l’intera costruzione è stata eseguita rigorosamente secondo le descrizioni e i requisiti del “Sutra della misurazione delle statue” buddista. L’aspetto è solenne e sereno, perfettamente in linea con lo stile delle statue della dinastia Tang.
In milleduecento anni, il Buddha ha affrontato diversi periodi di “malessere”: erosione, distacchi e copertura da parte della vegetazione. Originariamente, il Buddha era protetto da un “Padiglione della Grande Statua” in legno a sette piani, che però fu distrutto da un incendio durante le guerre tra le dinastie Song e Yuan. Il volto del Buddha che vediamo oggi deriva in gran parte dai restauri dell’era moderna.
Le prime due fotografie del Buddha furono scattate alla fine della dinastia Qing da una donna inglese, la signora Little, e da un tedesco, Heinrich Betz. A quel tempo, il Buddha era ricoperto da ogni tipo di pianta; gli occhi e il naso erano solo vagamente visibili.
Nel 1914, il francese Victor Segalen scattò un’altra fotografia storica: attraverso il suo obiettivo, il Buddha iniziò a cambiare.
Nelle vecchie foto possiamo vedere chiaramente le impalcature per la riparazione della testa e la sommità del Buddha già ripulita. Contemporaneamente, esistono documenti chiari che riportano: “Nel terzo anno della Repubblica (1914), i monaci del Tempio Lingyun restaurarono la Grande Statua”. Ciò che Segalen fotografò fu proprio questo restauro.
I segreti del Buddha: non solo una scultura, ma un miracolo dell’ingegneria
Quali sono le caratteristiche straordinarie del Grande Buddha di Leshan? È solo una questione di dimensioni? Niente affatto.
In realtà, fin dall’antichità, le “grandi statue religiose all’aperto” che richiedevano enormi risorse umane sono sempre state opere controverse. Tuttavia, il Buddha di Leshan è in realtà un’ingegnosa opera idraulica.
Quando il monaco Haitong fece scavare la statua, decine di migliaia di metri cubi di materiale di scarto vennero depositati nel letto del fiume alla confluenza dei tre corsi d’acqua, deviando abilmente la corrente e dissipando i vortici. Per le navi di passaggio, questa colossale boa a forma di Buddha era sia un punto di riferimento indistruttibile per la navigazione, sia un solido conforto spirituale.
Per quanto riguarda i dettagli tecnici, il Grande Buddha di Leshan ha un aspetto molto degno di nota.
Il primo è il drenaggio. Situato in un ambiente umido e piovoso vicino all’acqua, se non fosse stato risolto efficacemente il problema dello scolo, ciò che vedremmo oggi sarebbe probabilmente solo una rovina informe. I progettisti hanno nascosto i canali di drenaggio tra le orecchie, la testa e le pieghe dei vestiti, formando un sistema ingegnoso.
Questo segreto fu scoperto solo quando, accidentalmente, due riccioli di capelli si staccarono dalla sommità della testa.
Inoltre, sono stati utilizzati tunnel naturali per collegare il flusso dell’acqua piovana e sorgiva, mantenendo allo stesso tempo l’integrità delle linee e della forma, tanto che è quasi impossibile notarli senza un esame accurato.
Ancora oggi, il Buddha funge da indicatore per le alluvioni locali. Esiste un detto popolare a Leshan che recita: “Se il Buddha si lava i piedi, Leshan non riesce a dormire”, intendendo che se l’acqua raggiunge i piedi del Buddha, la città di Leshan affronterà il pericolo di un’inondazione.
Il secondo elemento è il maestoso padiglione a sette piani che un tempo esisteva; con una mole straordinaria per l’epoca, avvolgeva completamente la statua alta oltre settanta metri. Purtroppo oggi possiamo solo immaginare e rimpiangere questo miracolo architettonico in legno, senza precedenti né successori, osservando i resti delle basi delle colonne e dei fori per i pali sul corpo del Buddha e sulle rocce circostanti.
Consigli per il Viaggiatore (Traveler Tips)
Esistono due modi principali per visitare il Grande Buddha:
A piedi fino alla cima: per osservare da vicino i riccioli e le orecchie del Buddha e provare il brivido dei ripidi sentieri scavati nella roccia.
In barca: l’opzione migliore per ottenere una vista panoramica completa. (Nota: il servizio barche dipende dal livello dell’acqua del giorno).
Suggerimento extra: se avete tempo, vi consigliamo di visitare la vicina Oriental Buddha Capital(dongfangfodu). Sebbene non sia un sito storico antico, la maestria delle sculture in pietra è altissima; include un Buddha disteso di 170 metri e le Grotte dei Diecimila Buddha,rappresentando un’estensione della cultura buddista del Grande Buddha di Leshan.
Evitare la folla: cercate di evitare le festività nazionali cinesi (come la “Settimana d’Oro” di ottobre o il Capodanno Cinese), altrimenti potreste dover fare ore di fila sui sentieri.
Attrezzatura consigliata: si consiglia di indossare scarpe sportive con una buona aderenza; i sentieri a gradini possono essere molto scivolosi e ripidi in alcuni punti.



